Immobili e infrastrutture

1 Marzo 2026 By Digital Innovation Hub

In un contesto in cui le questioni ambientali sono al centro del dibattito globale, adottare pratiche sostenibili nella gestione degli spazi aziendali rappresenta una risposta strategica alle sfide del cambiamento climatico e alla necessità di ridurre l’impronta ecologica delle imprese. Il tema della gestione sostenibile degli immobili e delle infrastrutture aziendali è oggi cruciale, non solo per rispondere alle crescenti preoccupazioni ambientali, ma anche per ottenere potenziali benefici economici e migliorare il benessere dei lavoratori.

La gestione sostenibile degli immobili aziendali comporta l’adozione di tecnologie e pratiche volte a migliorare l’efficienza energetica, ridurre le emissioni di carbonio e ottimizzare l’uso delle risorse. Dal punto di vista economico, queste iniziative non solo riducono i costi operativi a lungo termine, ma possono anche aumentare il valore degli immobili e attrarre investitori sensibili alle tematiche ambientali. Secondo il rapporto Global Green Building Market Outlook 2021-2027 di ResearchAndMarkets.com, infatti, il mercato globale degli edifici green dovrebbe registrare un tasso di crescita annuo composto del 10,5% tra il 2021 e il 2027.

La gestione sostenibile degli immobili e delle infrastrutture aziendali non rappresenta, quindi, solo una risposta alle sfide ambientali, ma costituisce anche una strategia efficace per migliorare le performance aziendali, ridurre i costi operativi e creare un ambiente di lavoro migliore.

La gestione di immobili, impianti e infrastrutture aziendali, l’efficientamento energetico e l’uso di tecnologie e materiali sostenibili possono portare a un miglioramento aziendale, con conseguenti:

– risparmi economici:

  • la gestione intelligente dell’immobile attraverso sistemi di automazione e monitoraggio in tempo reale può contribuire alla riduzione significativa dei consumi e dei costi associati;
  • pratiche di gestione sostenibile dell’immobile riducono i costi operativi e aumentano il valore degli immobili;

– incremento competitività:

  • un ambiente di lavoro sostenibile e ben gestito contribuisce al benessere e alla produttività dei dipendenti;
  • l’adesione volontaria a standard e certificazioni ambientali, insieme al rispetto delle normative tecniche e di settore di riferimento garantisce la conformità legislativa di immobili, impianti e infrastrutture, evitando il rischio di sanzioni;
  • si riduce il rischio di cattiva reputazione associato ad una gestione non sostenibile;
  • si incrementa la fiducia di clienti, dipendenti e investitori con possibilità di accesso a nuovi mercati e maggiore facilità nella ricerca del personale: molte persone (specialmente le più giovani) sono sensibili alle questioni ambientali e inclini a lavorare per aziende che dimostrano un impegno per la sostenibilità;

– possibilità di accesso a bandi e incentivi: molte istituzioni finanziarie, stanno incentivando progetti sostenibili attraverso condizioni più favorevoli per prestiti e investimenti.

Il contesto normativo Europeo, Nazionale e Territoriale in campo energetico ed edilizio è molto complesso ed estremamente frastagliato. A livello territoriale si pensi, ad esempio, alle grandi differenze tra i Piani Regolatori Comunali, anche di Comuni limitrofi, oppure i possibili vincoli (anche per le energie rinnovabili) in prossimità di aree verdi o parchi nazionali/regionali.

Passando, sempre a titolo esemplificativo, ad un orizzonte Nazionale ed Internazionale, si può citare la Direttiva europea NZEB (Nearly Zero Energy Building) ed il recepimento della EPBD – Energy Performance Building Directive (direttiva 2010/31/EU), recepita in Italia col decreto ministeriale dello sviluppo economico del 26/06/2015, dalla quale è scaturito l’approccio “energia quasi zero” per le nuove costruzioni. Tale direttiva stabilisce alcuni parametri che, dal gennaio 2021, devono avere gli edifici di nuova costruzione o quelli oggetto di ristrutturazioni “significative”, con lo scopo di caratterizzare gli immobili aventi fabbisogno energetico vicino allo zero.

In questo caso il contesto normativo di riferimento varia molto da edificio ad edificio, soprattutto in funzione della sua ubicazione e delle caratteristiche dell’immobile stesso. Gli edifici e le infrastrutture aziendali hanno un impatto ambientale significativo a livello globale. Il consumo di energia per riscaldamento, raffreddamento, illuminazione e altre necessità quotidiane contribuisce in modo rilevante alle emissioni di gas serra e incide negativamente sui bilanci aziendali.

Un altro aspetto cruciale da considerare è il comfort degli occupanti: lavorare in ambienti accoglienti, ben progettati e ergonomici non solo migliora la qualità della giornata lavorativa, ma aumenta anche la motivazione e l’efficienza. La sostenibilità degli immobili aziendali, attraverso l’adozione di soluzioni innovative e tecnologie eco-compatibili, mira a mitigare questi impatti.

I progetti di riqualificazione, o costruzione, di nuovi edifici prevedono sempre di più anche la valutazione e implementazione di performance di sostenibilità. Queste performance possono essere valutate attraverso specifici indicatori, costantemente aggiornati, che consentono di misurare le prestazioni energetiche e l’impronta di carbonio degli edifici.

Partendo dal presupposto che ogni immobile deve possedere i requisiti legislativi essenziali come agibilità, conformità impianti (elettrici, idraulici, adduzione gas, termico, climatizzazione, ecc.), attestazione energetica (se del caso) in generale occorre valutare al meglio la situazione iniziale di partenza per stabilire eventuali interventi di miglioramento con un approccio integrato.

Per cominciare a muovere i primi passi all’interno dell’argomento è opportuno distinguere almeno due casistiche: immobile di nuova costruzione oppure ristrutturazione o riqualificazione di immobili già esistenti.

Nelle ristrutturazioni o riqualificazioni di immobili già esistenti sarà possibile identificare due ulteriori approcci: ristrutturazioni significative, equiparabili a immobili di nuova costruzione (per le quali si rimanda alla successiva trattazione) o piccoli interventi di riqualificazione sostenibile, immediatamente realizzabili ed a costi contenuti che possono sin da subito far percepire i significativi cambiamenti nel mondo che volge alla sostenibilità.

Questi ultimi interventi possono essere dei veri e propri “primi passi” di non complessa realizzazione, ma concreti e visibili, sia per gli utilizzatori degli immobili che per i visitatori/stakeholder. Si riportano alcuni esempi:

  • sfruttare al massimo la luce naturale può influenzare la percezione dei colori all’interno dello spazio di lavoro. Colori chiari e riflettenti possono aiutare a migliorare la luminosità complessiva, riducendo la necessità di illuminazione artificiale;
  • introdurre elementi di design bioclimatico e piccole aree verdi all’interno (e se possibile intorno) all’edificio per migliorare il comfort termico, la qualità dell’aria e il benessere dei lavoratori;
  • implementare pratiche e tecnologie per il risparmio idrico, come l’installazione di dispositivi a basso flusso;
  • implementare misure per ridurre il consumo energetico, ad esempio attraverso l’installazione di sistemi di illuminazione a LED e l’uso di apparecchiature elettroniche a basso consumo energetico;
  • scelta dei colori per le pareti e gli interni: colori neutri come il bianco, il grigio e il beige possono creare un’atmosfera pulita e tranquilla. Alcuni colori sono associati al benessere e possono influenzare le emozioni e il livello di stress;
  • ottenere certificazioni ambientali per gli edifici, come LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) oppure Green Building Council, per dimostrare l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità ambientale.

Per gli immobili di nuova costruzione o per ristrutturazioni più complesse, gli aspetti sostenibili aggiuntivi da prendere in considerazione sono:

  • la scelta dei materiali da costruzione: la preferenza per materiali riciclabili, a basso impatto ambientale e a lunga durata, ma anche provenienti da fornitori locali, contribuisce a ridurre l’utilizzo di risorse e la produzione di rifiuti. Inoltre, la progettazione di edifici che prende in considerazione il loro ciclo di vita, valutandone e prevedendone il riutilizzo e la gestione sostenibile alla fine della loro vita utile, fondamentale per la sostenibilità a lungo termine;
  • implementare misure per ridurre il consumo energetico, a partire dall’isolamento termico degli edifici;
  • passare a fonti di energia rinnovabile, come l’energia solare o eolica per alimentare gli edifici aziendali e ridurre l’impatto ambientale legato alle fonti energetiche tradizionali e fossili;
  • implementare pratiche e tecnologie per il risparmio idrico, la raccolta e l’utilizzo delle acque piovane e la gestione sostenibile dell’acqua nei processi aziendali;
  • progettare gli ambienti in modo ergonomico, considerando il comfort dei dipendenti, la flessibilità degli spazi e l’uso intelligente della luce naturale.

Nel definire un primo approccio sostenibile alla gestione degli immobili e infrastrutture aziendali il primo passo è la verifica della conformità di immobili, impianti e infrastrutture, presupposto imprescindibile per l’operatività dell’impresa, la tutela delle persone che vi lavorano e dell’intera comunità.

Nel caso in cui vengano rilevati scostamenti da quelle che sono le normative applicabili sarà necessario:

  • definire un piano di adeguamento alle norme nazionali, tecniche e di settore vigenti e specifiche per ogni realtà aziendale, al fine di evitare sanzioni amministrative, risvolti penali e i costi relativi alla non sicurezza;
  • programmare le azioni definite e procedere con la richiesta di eventuali autorizzazioni mancanti;
  • nel caso in cui si rendano necessari lavori di adeguamento: ricerca e progettazione di luoghi di lavoro, impianti e strutture con materiali innovativi, ecosostenibili, che contribuiscano a risparmi importanti nella gestione e ad un’immagine e reputazione aziendale green.