Materie prime
3 Marzo 2026
Negli ultimi cinquanta anni il consumo globale di materie vergini è quasi quadruplicato, superando la crescita della popolazione.
Nel 1972 si consumavano, infatti, 28,6 miliardi di tonnellate di risorse naturali, poi salite a 54,9 nel 2000 e a più di 100 nel 2019. Dal 2015, anno dell’accordo di Parigi, ad oggi, l’economia mondiale ha estratto 500 miliardi di tonnellate di materiale vergine. Il 70% di tutte le emissioni di gas serra prodotte si riferisce all’estrazione, lavorazione, consumo e smaltimento dei materiali. Ridurre lo sfruttamento di materie prime vergini, adottando soluzioni di economia circolare, permetterebbe di tagliare le emissioni del 39% e il consumo di materiali del 28%.
L’economia industriale europea è in una posizione di forte vulnerabilità dal punto di vista degli approvvigionamenti, con la quasi totalità della produzione mondiale di materie prime e terre rare detenuta da pochi Paesi. L’Italia, secondo Paese manifatturiero dell’UE, è tra i Paesi a maggior rischio a causa della sua forte dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime: con l’aumento dei prezzi delle risorse e dei costi di trattamento del fine vita questo rischio è destinato a crescere.
Una programmazione puntuale dell’acquisto delle proprie materie prime contribuisce a migliorare la sostenibilità e la gestione aziendale determinando anche:
- risparmi economici derivanti da riduzione di acquisto di materie prime vergini;
- riduzione dei costi di smaltimento degli scarti e dei rifiuti recuperabili, nel caso di riutilizzo di scarti/residui di produzione o impiego di materie prime secondarie;
- impatti positivi sulla reputazione e l’immagine aziendale nei confronti dei propri dipendenti e stakeholders, interni ed esterni;
- possibile accesso a nuovi mercati, bandi, finanziamenti, appalti, incentivi
Per ridurre l’utilizzo di materie prime vergini e rispettare l’ambiente occorre incrementare le attività di riuso, riciclo e recupero di scarti, beni, materiali e rifiuti, così da evitare l’invio in discarica. Numerose materie prime stanno diventando sempre più rare e altre si trovano in giacimenti situati in Paesi molto lontani, con costi significativi per la loro estrazione e trasporto.
Per ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali è necessario un forte impulso normativo atto a promuovere l’uso delle materie prime secondarie, dei materiali recuperati, dei prodotti riciclati e dei sottoprodotti, che devono avere costi inferiori rispetto alle materie prime vergini.
Ogni impresa può iniziare un percorso di analisi e progettazione per ottimizzare e migliorare i propri processi, partendo dall’analisi delle materie prime acquistate e utilizzate, cercando di implementare diverse azioni di miglioramento.
Ad esempio, identificare fornitori più vicini per ridurre i costi di trasporto e le emissioni inquinanti dei mezzi di trasporto; riutilizzare tutto ciò che è possibile, riparandolo; impiegare materie prime secondarie o materie recuperate in tutto o in parte nel processo, utilizzando i sottoprodotti che genera o vendendoli a terzi facendoli diventare risorse per altre imprese; creare o individuare piattaforme di matching per materie prime secondarie, materie recuperate e prodotti e sostanze riciclate per ridurre l’uso di materie prime vergini.
Bisogna iniziare dall’analisi attenta del ciclo produttivo e della tipologia di materie prime impiegate e, se possibile, procedere poi attraverso:
- una ricerca finalizzata a testare l’utilizzo di materie prime secondarie e sottoprodotti nel ciclo produttivo in sostituzione, totale o parziale, delle materie prime vergini, al fine di ottenere prodotti con standard qualitativi e prestazionali elevati, oltre che innovativi;
- l’analisi delle linee e dei macchinari impiegati nel ciclo produttivo, per lo studio di un eventuale e necessario adeguamento/sostituzione;
- la ricerca e la scelta di fornitori di materie prime secondarie e sottoprodotti ubicati nelle vicinanze, con l’obiettivo di ridurre costi e impatti ambientali relativi al trasporto.
Tutte queste azioni consentono di implementare un percorso circolare che, oltre a garantire la conformità normativa dell’impresa e la tutela da sanzioni amministrative e risvolti penali, la rende più green, quindi competitiva, in grado di abbracciare nuovi mercati e più sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale.