Gestione sottoprodotti

13 Marzo 2026 By Digital Innovation Hub

Il sottoprodotto è definito dalla normativa vigente come qualsiasi sostanza, o oggetto, che:

  •  si origina da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto;
  •  è certo che sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi;
  •  può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale;
  •  l’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana.

I sottoprodotti possono avere una nuova vita attraverso il reimpiego in una filiera produttiva, anche diversa da quella per cui sono stati generati.

L’utilizzo dei sottoprodotti consente l’implementazione del percorso di sostenibilità ambientale ed economica legata al minor utilizzo di materie prime vergini e alla tutela delle risorse naturali e dell’ambiente, e può comportare altri innumerevoli vantaggi:

  • risparmio economico relativo ai minori costi di acquisto e di trasporto delle materie prime e minori costi per l’avvio al recupero/smaltimento di scarti, prodotti e sostanze;
  • riduzione di emissioni di gas climalteranti relativa ai trasporti, alla produzione di nuove materie prime e alla gestione dei rifiuti prodotti;
  • ampliamento del mercato di riferimento: miglioramento dell’immagine aziendale nei confronti degli stakeholders interni ed esterni;
  • sviluppo di un elemento distintivo rispetto ad imprese concorrenti, con impatti positivi sul proprio business;
  • possibilità di creare sinergie industriali attraverso piattaforme di incontro all’interno di filiere produttive;
  • possibilità di accesso agevolato a incentivi e finanziamenti.

Un’azione importante per le imprese che producono manufatti e beni, potrebbe essere quella di utilizzare i sottoprodotti, risorse importanti che possono sostituire integralmente, o in parte, le materie prime vergini e ridurre i rifiuti.

Il sottoprodotto può costituire un’importante risorsa per le imprese, in quanto il suo utilizzo può andare a sostituire, in tutto o in parte, le materie prime vergini all’interno del processo produttivo, con un impatto sicuramente molto positivo dovuto al minor sfruttamento delle risorse naturali.

Sulla materia è intervenuto il DM n. 264 del 2016 che, però, lascia in capo al produttore la responsabilità dell’onere della prova nel dimostrare la non sussistenza della qualifica di rifiuto.

La cessione ad altri dei sottoprodotti, in parte o nella totalità, da parte dell’impresa che li genera, contribuisce a sviluppare un mercato importante per queste risorse, promuovendo l’affermazione del concetto di condivisione e di simbiosi industriale, nuovi modelli di business e di attività dove la sinergia e la collaborazione sono elementi fondamentali e distintivi. Per tale motivo è in crescita il numero delle piattaforme di scambio dei sottoprodotti che consentono il matching tra domanda e offerta e una diffusione sempre più ampia dell’utilizzo di queste risorse tra le imprese.

A tale proposito, ad esempio, le Camere di Commercio hanno istituito un apposito elenco, e una piattaforma telematica, in cui possono iscriversi i produttori e gli utilizzatori di sottoprodotti interessati a cedere, o acquistare, residui produttivi da impiegare nell’ambito della propria attività. La piattaforma telematica per favorire lo scambio di sottoprodotti, prevista dal Regolamento 264/2016, consente di visionare possibili aziende e sottoprodotti ed è raggiungibile al sito www.elencosottoprodotti.it.

Va comunque evidenziato che negli anni sono sempre di più le imprese che hanno intrapreso il percorso del recupero e riciclo degli scarti aziendali. Non a caso il nostro Paese primeggia per l’eccellenza virtuosa dei percorsi adottati.

Il primo passo, come per tutti i vari punti della gestione della sostenibilità ambientale, parte sicuramente dall’analisi attenta del proprio ciclo produttivo, in particolare da:

  • analisi delle tipologie di residui/scarti che si originano dalle varie fasi del processo produttivo;
  • analisi del processo produttivo in senso lato;
  • verifica della possibilità di mercato all’interno di piattaforme esistenti o sinergie industriali locali.

Analizzare il ciclo produttivo consente di verificare se può essere implementato il percorso di gestione dei sottoprodotti, che rappresenta un regime di favore previsto dalla normativa vigente, con riduzione del consumo di materie prime vergini e dei relativi costi di acquisto e trasporto, garantendo il rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali. Le aziende che intraprendono questa analisi possono far riferimento a studi e banche dati sul ciclo di vita dei prodotti e servizi, come Arcadia, una banca dati italiana gestita da ENEA relativa a 15 filiere nazionali.