Normativa e certificazioni

13 Marzo 2026 By Digital Innovation Hub

Nell’attuale panorama globale sempre più aziende si trovano a dover affrontare le nuove tendenze del mercato e la spinta crescente verso l’adozione di pratiche sostenibili. Le certificazioni di sistema, che guardano alla totalità dei processi aziendali focalizzandosi su un determinato argomento (es. qualità, ambiente, salute e sicurezza, ecc.), e le certificazioni di prodotto, che invece si focalizzano su un determinato bene o servizio dell’azienda, possono diventare degli strumenti attraverso i quali le imprese perseguono il miglioramento dei propri processi o dei propri prodotti, anche rispetto a tematiche di sostenibilità.

Lo sviluppo di una certificazione di processo o di prodotto all’interno di un’azienda può determinare:

  • risparmi economici: le certificazioni permettono di ottimizzare al meglio i processi aziendali al fine di incrementare l’efficienza in un determinato ambito (es. qualità, ambiente, sicurezza) o prodotto, traducendosi in minori costi di gestione o produzione; alcune certificazioni di sistema permettono di ottenere degli sgravi e delle agevolazioni al rilascio di autorizzazioni da parte delle autorità preposte;
  • possibilità di accesso a nuovi mercati;
  • possibile incremento di punteggio nel caso di partecipazione a bandi pubblici, finanziamenti, appalti e incentivi di varia natura;
  • miglioramento dell’immagine aziendale e del brand nei confronti dei clienti e dei consumatori finali, sempre più attenti all’argomento;
  • miglioramento della capacità dell’azienda di attrarre talenti.

In generale le certificazioni (di sistema e di prodotto) si basano sul rispetto di determinati requisiti da parte dell’azienda in riferimento ad una norma riconosciuta. Le norme sono degli standard di riferimento e sono scritte e pubblicate attraverso uno specifico iter di normazione da comitati tecnici interni ad enti di normazione; in Italia l’ente nazionale di riferimento è UNI (Ente nazionale Italiano di Unificazione).

La conformità ai principi delle norme viene valutata da società terze, denominate Organismi di Certificazione (OdC), riconosciuti all’interno di un sistema di accreditamento nazionale, che provvedono alla verifica del rispetto dei requisiti descritti nelle norme e all’emissione conseguente di un certificato che ne attesta la conformità. Tali certificati, nella maggioranza dei casi, hanno una validità temporale limitata (solitamente triennale) e l’obbligo di effettuare verifiche di mantenimento del rispetto dei requisiti. La verifica di conformità prevede una prima fase certificativa nel primo anno e verifiche periodiche di mantenimento a cadenza almeno annuale, che vengono effettuate in campo presso l’azienda al fine di verificare direttamente le evidenze documentali a supporto.

In Italia l’ente che si occupa di verificare gli OdC è Accredia; ogni Paese ne ha uno proprio e i vari sistemi di accreditamento sono tra loro riconosciuti sulla base di norme comuni e in funzione dell’accordo di mutuo riconoscimento MLA (Multi Lateral Agreement) valido all’interno dei Paesi firmatari.

Il numero delle organizzazioni e dei prodotti certificati è cresciuto molto nel corso degli anni, ampliando la platea delle aziende certificate ma anche il numero di norme per le quali poter richiedere l’emissione del certificato di conformità. Rispetto ai vari ambiti di sostenibilità che vengono analizzati nella presente guida le norme più conosciute e diffuse sono sicuramente:

  • UNI EN ISO 9001: la norma regola i requisiti di un sistema di gestione per la qualità aziendale che consenta alle imprese di dimostrare la propria capacità di soddisfare i requisiti dei clienti e quelli cogenti applicabili accrescendo la soddisfazione dei clienti e puntando al miglioramento continuo ed è tra le più diffuse non solo in ambito nazionale, ma anche internazionale.
  • UNI EN ISO 14001 e Regolamento EMAS: la norma ISO 14001 definisce i requisiti per un sistema di gestione ambientale e fornisce un quadro per lo sviluppo di politiche ambientali, l’implementazione di procedure, il monitoraggio delle prestazioni ambientali e il loro miglioramento continuo. Il regolamento europeo EMAS è uno strumento di natura istituzionale volontario europeo che consente alle imprese e ad altre organizzazioni di valutare, riferire e migliorare le proprie prestazioni ambientali. Viene di solito affiancato alla normativa 14001, in quanto fondato su requisiti comuni ma con obblighi aggiuntivi di registrazione, al fine di consentire una verifica effettiva del miglioramento continuo delle prestazioni ambientali perseguito dall’organizzazione.
  • UNI EN ISO 45001: la normativa definisce i requisiti per lo sviluppo di un sistema di gestione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che garantisca il coinvolgimento dei lavoratori e lo sviluppo di un ambiente salubre e il perseguimento del miglioramento continuo in termini di riduzione degli infortuni e dei near misses.
  • SA8000: nella norma vengono affrontate tutte le tematiche ed i requisiti per lo sviluppo di un sistema che garantisca il rispetto della responsabilità sociale valorizzando e tutelando tutto il personale dipendente e lungo la supply chain. La norma mira a focalizzare l’attenzione delle aziende sui requisiti fondamentali di: lavoro infantile, lavoro forzato, salute e sicurezza, libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva, discriminazione, pratiche disciplinari, orario di lavoro e retribuzione.
  • UNI PdR 125: di recente emanazione, consente alle imprese di sviluppare un sistema aziendale che contribuisca al perseguimento della parità di genere. La prassi di riferimento si differenzia dalle norme, in quanto emessa attraverso un rapido processo di condivisione con i soli autori che, di solito, sono dei rappresentanti delle organizzazioni che hanno richiesto la definizione del documento stesso.
  • UNI EN ISO 37001: permette di stabilire e sviluppare un sistema di gestione aziendale per l’anticorruzione che garantisca che tutte le attività aziendali avvengano con la dovuta diligenza al fine di prevenire possibili atti illeciti.
  • UNI CEI EN ISO 50001: grazie alla norma è possibile sviluppare e mantenere un sistema di gestione per l’energia che consenta di definire e migliorare le proprie prestazioni in ambito energetico.
  • ECOLABEL: il marchio Ecolabel UE si rivolge ai consumatori, ai quali garantisce che i prodotti certificati, oltre ad avere elevate prestazioni, hanno un ridotto impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita certificato da organismi indipendenti (organismi competenti nazionali) riconosciuti a livello europeo.
  • ISO 14064-1 e ISO 14067: norme di riferimento per la quantificazione e il reporting a livello aziendale (14064) e a livello di prodotto (14067) dell’impronta di carbonio, ovvero la carbon footprint. In particolare, la norma 14064-1 fornisce requisiti e orientamenti per la progettazione, lo sviluppo, la gestione e la comunicazione di inventari di gas serra (GHG) a livello organizzativo mentre la norma 14067 definisce requisiti e orientamenti per la quantificazione dell’impronta di carbonio di un prodotto lungo il suo ciclo di vita.
  • ISO 14046: norma alla base della valutazione della cosiddetta water footprint, consente di fornire una valutazione quantificabile dei potenziali impatti ambientali, diretti e indiretti, generati sulla risorsa acqua. La norma, in particolare, fornisce principi, requisiti e linee guida per la valutazione dell’impronta idrica di prodotti, processi e organizzazioni basandosi sull’analisi del ciclo di vita. L’impronta idrica è un indicatore che misura il consumo diretto e indiretto di acqua dolce in tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto o servizio.
  • UNI/TS 11820: norma di recente emanazione dedicata alla misurazione della circolarità dell’impresa. Il documento consente alle aziende di definire un metodo di raccolta delle informazioni e prevede un set di indicatori (71 in totale) che possono aiutare le imprese a misurare l’efficacia delle strategie di circolarità adottate.
  • UNI ISO 20400: grazie a questa normativa è possibile per l’azienda integrare la sostenibilità all’interno della propria politica aziendale e dei propri processi di approvvigionamento, oltre che nelle strategie di acquisto.

L’elenco non è ovviamente esaustivo in quanto le norme sono in continua evoluzione; per l’elenco aggiornato completo delle norme certificabili è possibile far riferimento ai siti ISO per gli standard internazionali (www.iso.org) o UNI per quelli nazionali (www.uni.com).

Il primo step per la valutazione di una certificazione parte sicuramente da:

  • identificazione delle esigenze del settore e delle parti interessate; comprensione dei requisiti delle norme individuate applicabili alla realtà dell’azienda;
  • valutazione iniziale delle pratiche applicate, dei processi e dei
  • prodotti dell’azienda rispetto ai requisiti delle norme individuati.

Tale valutazione consente di determinare:

  • gap da colmare nelle procedure e nei processi/prodotti al fine di garantire la conformità alla norma scelta;
  • risorse da dedicare allo sviluppo e all’implementazione del sistema ed eventuali necessità di approvvigionamento esterno;
  • costi interni iniziali per l’implementazione, eventuali costi esterni per consulenti e risorse economiche da dedicare per garantire il miglioramento continuo delle performance e/o dei prodotti. Le certificazioni, infatti, in genere prevedono un percorso di implementazione iniziale più importante, il quale solitamente può essere affiancato da un consulente esterno esperto nella materia. costi esterni dell’OdC per la verifica di certificazione.

Attraverso tale struttura di lavoro sarà possibile sviluppare programmi di miglioramento tenendo conto sia dei punti di forza che di debolezza della gestione corrente della specifica tematica.